Ravarino non è cosi lontano da Nonantola…

Oggi è uscita l’ennesima denuncia sulle esalazioni che escono dall’impianto di smaltimento SARA-INALCA. Il sindaco di Ravarino cosa fa? Dovrebbe essere il primo responsabile per la salute dei propri cittadini…

«Ancora cattivi odori: chiudete la Sara Inalca»

Nonantola. Denuncia del comitato Ambiente è Salute: «Lunedì giornata infernale Le esalazioni putride si sono abbattute su 10 chilometri quadrati. Adesso basta»

«Il 2 gennaio, su tutto il territorio nonantolano, si sono abbattute potenti esalazioni putride maleodoranti (sul contenuto batterico o meno delle quali non abbiamo mai ricevuto ragguagli e o dati ufficiali) provenienti dalla Sara Inalca».
Torna all’attacco il comitato per la salute pubblica Ambiente è salute, dopo un lunedì da incubo a causa degli odori provenienti dallo stabilimento specializzato nel trattamento
rifiuti: «Il fenomeno si è manifestato, come al solito (e come da noi segnalato ormai da anni) – prosegue William Zoboli, referente del comitato – a partire dal tardo pomeriggio e ha raggiunto intensità impressionanti tra le 19,30 e le 20,30. Il potente putridume appiccicoso si è abbattuto sugli abitati e sulle campagne attigue all’azienda (cha ha sede in via Larga, ndr), in particolare sulla direttiva Nonantola-Ravarino-Crevalcore». Oltre al cattivo odore Zoboli riferisce anche di «nausee, bruciori agli occhi, difficoltà respiratorie
e senso di soffocamento. Il marciume è penetrato perfino nei piani bassi delle abitazioni, solitamente adibiti a garages e cantine, dotati di infissi meno performanti rispetto
ai locali domestici». Il tutto su un’are di circa «10 chilometri quadrati». Addirittura
«dopo 20 minuti di picco anche i vestiti di chi stava al loro all’interno e all’interno delle auto in transito hanno assorbito il putridume immesso in atmosfera
da Sara Ianalca. Abbiamo segnalato alle autorità competenti territoriali anche
le date del 23 e 29 dicembre 2016 potenti esalazioni che impediscono di fatto alle persone
di condurre una vita normale e decorosa». Il Comitato prosegue, poi, con un duro attacco nei confronti delle istituzioni: «Nonostante le nostre segnalazione puntuali nessuna autorità è intervenuta e l’azienda continua ad operare a proprio piacimento. Avete avuto – dice Zoboli alle istituzioni – tutto il tempo a disposizione, le informazioni, gli strumenti per intervenire e far valere la ragione, la Legge ed i Diritti dei Cittadini e non lo avete fatto e continuate a non volerlo fare. Ma c’è di più. Non avete fatto e non fate nulla per risolvere il problema, ma, come si è da poco appreso, siete voi stessi ad avere definitivamente avvallato e concesso il raddoppio dell’attività produttiva della Sara e l’ampliamento di alcune sue infrastrutture. Un’azienda che non è più tollerata da tutta la cittadinanza.
Ed è per questo che a nome e per conto delle ormai migliaia di cittadini che in tutti questi anni hanno fatto segnalazioni, presentato osservazioni, denunciato infrazioni, prodotto documentazioni, raccolto firme per appelli affermiamo che tutto ciò è scandaloso: una vergogna istituzionale». Zoboli, infine, chiede provvedimenti repentini: «Il blocco immediato della attività produttiva della Sara Inalca, il ritiro dell’autorizzazione Unica rilasciata dalla Provincia di Modena con determina del 3 ottobre 2014 e, nel rispetto della sentenza della Corte di Cassazione che afferma che il reato all’art. 674 del Codice penale è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive”, il deferimento all’Autorità Giudiziaria, oltre al ritiro della recente concessione del raddoppio della sua capacità di trattamento e ampliamento». articolo-sara-inalca-04012017

Spazzatura ovunque a Ravarino: scarsa gestione e inciviltà.

Queste fotografie apparse sui social (fonte Gruppo FB – Sei di Ravarino se…) denunciano in modo evidente che a Ravarino esiste un problema “rifiuti”. Il porta a porta è stato implementato solo in alcune zone del comune e quindi probabilmente i cassonetti ancora presenti vengono riempiti a dismisura da chi non vuole fare il porta a porta. Probabilmente anche abitanti dei comuni limitrofi che vengono a riempire i cassonetti di Ravarino per lo stesso motivo. Poi forse esiste anche un problema di inciviltà che continua a pervadere tante persone che si disinteressano completamente dell’ambiente in cui vivono e del decoro del proprio paese. Forse non bastano le iniziative “una tantum” che portano i bambini a pulire i fossi di campagna ma servirebbe un’educazione all’ambiente e al rifiuto che parte dalle scuole e arriva fino alle famiglie. Il premio vinto dalle scuole primarie di Ravarino (clicca qui per la classifica) indetto da Geovest (clicca qui per la notizia) forse non è bastato, occorre fare altro.

PS: il M5S di Ravarino aveva portato in consiglio comunale la mozione che proponeva una collaborazione con le guardie GEV. Con poche centinaia di € avrebbe permesso un maggior controllo dell’ambiente e del territorio e anche un controllo/prevenzione sui rifiuti nei cassonetti. E’ quasi inutile sottolineare che la mozione venne bocciata dalla maggioranza…a voi l’ardua sentenza.

Rami di Ravarino

 

Rami di Ravarino

 

Viale della Stazione

Zona Campo Sportivo

Euro, 15 anni fa l’entrata in vigore. Come sono cambiati i prezzi: caffè da 900 lire a 90 centesimi, pizza aumentata del 123%

Dal primo gennaio 2002 l’addio alla lira. Dai dati della Fondazione Nens, ecco com’è diminuito il nostro potere d’acquisto. Raddoppiato il costo dei quotidiani e del Big Mac, anche se l’aumento record spetta alla Margherita: da 6.500 lire a 7,5 euro. Cresciute ben più dell’inflazione, in generale, tutte le spese vive delle famiglie: dall’elettricità al gas alla benzina

CLICCA SULL’IMMAGINE PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Casta che elegge la casta.

Comunicato stampa 16/12/2016

Elezioni provincia. Il M5S non partecipa
MoVimento 5 Stelle: «Casta che elegge casta. Il contrario della nostra idea di democrazia»

MODENA 16 DIC – Il MoVimento 5 Stelle non parteciperà alle elezioni provinciali. Domani, sabato 17 dicembre, sindaci e consiglieri dei Comuni di Modena sono chiamati a votare per il rinnovo degli organi della Provincia di Modena. Si tratta di elezioni di secondo livello previste dalla cosiddetta legge Delrio. Una riforma, quella delle province, che non ci è mai piaciuta, poichè nata monca, priva di coraggio e carente di democrazia, dato che ha “derubato” ai cittadini la possibilità di scegliere i propri consiglieri provinciali. A scegliere il nuovo consiglio provinciale saranno infatti sindaci e consiglieri di tutti i comuni della provincia, chiamati a votare fra loro stessi: casta che elegge casta. L’opposto della nostra idea di democrazia. Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato a candidarsi alle elezioni provinciali e i portavoce comunali della provincia di Modena, dopo una discussione aperta con i gruppi locali, hanno deciso di non partecipare a queste consultazioni. Una decisione presa in piena coerenza con la linea politica del MoVimento 5 Stelle, che fin dalla sua nascita ha proposto l’abolizione delle province, in quanto rappresentano un ulteriore “poltronificio” utile a piazzare politici, parenti, e amici. Abolizione delle province avanzata dal MoVimento 5 Stelle anche in Parlamento con proposta di affidamento ai comuni di maggiori competenze e risorse, anche in termine di personale da riassorbire. Proposta boicottata da tutti i partiti, nessuno escluso. Oltre a questo, ci preme fare una considerazione anche sull’opportunità di avere, alla guida della provincia, il primo cittadino di Modena, il quale, evidentemente, ritiene di poter ricoprire, allo stesso tempo, i ruoli di sindaco e di presidente della provincia. Mentre la casta continua ad auto-eleggersi, sabato 17 il MoVimento 5 Stelle, come sempre, sarà ai banchetti nei vari comuni in tutta la provincia per ascoltare e dare risposte ai cittadini. Ricordiamo infine che oltre 19 milioni di italiani che, il 4 dicembre, hanno votato NO, ci hanno detto con forza che non vogliono rinunciare al principio di elezione diretta dei propri rappresentanti.

#IOVOTONO – Serata informativa sulle ragioni del NO al Referendum Costituzionale

Il 30 settembre scorso si è svolta a Ravarino presso il CineTeatro Arcadia una serata dedicata al Referendum Costituzionale del 4 dicembre prossimo a cui hanno partecipato in veste di relatori i portavoce modenesi del M5S alla Camera dei Deputati Vittorio Ferraresi e Michele Dell’Orco. Presente anche l’esperto di costituzione e Avvocato Fausto Gianelli.

Durante la conferenza sono state spiegate le ragioni di Votare NO al Referendum toccando in modo chiaro e comprensibile tutti i punti di questa riforma controversa voluta dal PD di Renzi appoggiato dai senatori del gruppo di Verdini (ex Forza Italia di Berlusconi).

L’evento molto partecipato (oltre 120 le persone presenti) ha avuto anche una notevole parte dedicata al dibattito col pubblico che ha potuto interagire liberamente con i 3 relatori con domande specifiche e sui temi di politica italiana attuale.

Di seguito riportiamo il link con la registrazione integrale dell’evento.

 

La settimana 12-16 settembre — Michele Dell’Orco

I GUAI DEL PD Anche questa settimana la stampa continua a parlare di Roma e M5S per coprire i problemi ben più gravi del partito di Governo… http://www.ilfoglio.it/breakingnews/v/27831/roma-m5s-passa-al-contrattacco-pd-pensi-a-avvisi-di-garanzie.htm ROMA. IL FATICOSO LAVORO DEL M5S Questa settimana sono stato ospite di Sky TG 24 e ho risposto agli attacchi della conduttrice, di Sergio Rizzo e […]

via La settimana 12-16 settembre — Michele Dell’Orco

L’estate a Modena, tra scandali e appalti strani col PD sempre protagonista!

La promozione di Errani e la certificazione del potere di oscurare di Trc.

FONTE: http://www.lanuovaprimapagina.it/news/home/15714/da-aec-a-cna-3-mesi-di-scandali.html

Riportiamo l’articolo uscito oggi 4 settembre 2016 su La NUOVA PRIMA PAGINA che traccia un bilancio e un resoconto di quanto successo a Modena mentre i modenesi erano in ferie.

«Con la fine del mese è terminata l’estate meteorologica, che per convenzione va dal primo giugno al 31 agosto, sfasata con la stagione astronomica» – scriveva ieri un precisissimo Luca Lombroso. E allora con l’estate finita e prima dell’angosciante e incredibile «ricominciare» autunnale sono doverosi i bilanci di fine stagione. Come i saldi. Sempre di fine. Di ‘svendo’ tutto. Un’estate cominciata con l’inchiesta cemento farlocco a Finale Emilia che ha gettato l’ennesima ombra del malaffare sulla ricostruzione post-sisma, continuata con le dimissioni di re sole Torreggiani un po’ da tutto (Cna, Camera di Commercio, Unioncamere, amministratore condominiale…) e proseguita con la gioiosa promozione del vice-per caso Giorgio Vecchi a presidente camerale. Un’estate segnata dal (sempre tardivo) tracollo del Pd locale alle elezioni amministrative coi Comuni modenesi passati a un incredulo (e impreparato) centrodestra e dalla festosa stangata del 25% sul biglietto del bus. Un’estate un po’ così. Alla come viene viene. Alla purchè passi. Che poi i modenesi – sempre accuditi dall’onnipresente sindaco Giancarlo Muzzarelli – si sono dovuti sorbire anche lo scandalo dei giornalisti emiliani pagati dalla Regione per magnificare l’Emilia e – di conseguenza – le prodezze della giunta guidata da Stefano Bonaccini e dell’assessore alla legalità Massimo Mezzetti, la polemica sui molteplici incarichi pubblici della numero due di Libera Enza Rando, inchiesta per la quale il nostro simpatico giornaletto è stato accusato di essere «filomafioso» (e, non essendo arrivate scuse, domani presenterò querela per diffamazione nei confronti del senatore Pd Stefano Vaccari e del referente provinciale di Libera Maurizio Piccinini), e la prosopopea assurda sul modello emiliano di ricostruzione post-sisma per giustificare la nomina renziana del capo corrente bersaniano Vasco Errani a commissario per la ricostruzione in Centro Italia.
Non solo. Hanno dovuto, i modenesi, accettare il perpetuarsi del sistema Pd-coop con le cooperative di costruzione (a partire dalla Ccc) protagoniste della «ricostruzione» e con la Aec del cemento-farlocco (col presidente Zaccarelli che ha lasciato a suo zio Zaccarelli e con revisore la moglie del sindaco Muzzarelli, Alessandra Pederzoli) pronta a ricostruire un ponte crollato a causa del sisma a Bomporto per la Provincia di Modena guidata sempre da Muzzarelli. Con la Trc retta dal presidente Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini che continua a oscurare chi permise a Esselunga di insediarsi a Soliera (lo ha confermato il parlamentare Pd Davide Baruffi, a differenza del presidente della Fondazione Cassa di Carpi Giuseppe Schena che ha preferito coraggiosamente tacere, non si sa mai), ma che, Trc, si definisce comunque «plurale».
Un’estate un po’ così, dicevamo. Che con l’autunno si ricomincia pieni di entusiasmo. Anche senza un pezzo.
E i protagonisti saranno ovviamente sempre gli stessi. Il sindaco Muzzarelli che pare raddoppierà le sue presenze dando la disponibilità a presenziare anche a battesimi e prime comunioni su prenotazione, il presidente della Regione Bonaccini che continuerà a sostenere che chi critica il «suo» ‘Matte’ Renzi (fino a due anni fa era il «suo» ‘Pirgigetto’ Bersani, ma poco importa) è «accecato dall’odio politico» e maniacalmente «grillino». Perchè il «suo» Pd è fatto di «genteperbene» e se si perde alle elezioni non si perde mai: al massimo «non si vince». E i grillini? Loro per non sapere nè leggere nè scrivere (letteralmente) guarderanno alla loro romana Raggi sperando che fallisca. Che la soddisfazione dell’invidia val bene un Messa.
Legacoop anche in autunno continuerà a magnificare il Pd, la Regione ed Errani (che per la ricostruzione qualche azienda dovrà pur lavorare) come magnificò del resto pochi anni fa Daniele Sitta e Alleanza 3.0 di Turrini continuerà a lavorare per impedire a Esselunga di conquistare la nostra provincia (vedi la nuova Coop nella Vignola di Emilio Sabattini che nascerà proprio dove il Comune disse «no» a Caprotti e il potenziamento della Coop di fianco all’area Esselunga dell’ex Consorzio a Modena) utilizzando la sua Trc (tv che, esclusa la Tv Qui del leader di Forza Italia Gianpiero Samorì, detiene di fatto il monopolio a Modena) a quest’unico fine.
L’avvocato di Libera, plurincaricata da Comuni, Provincia e Regione, Enza Rando continuerà a professarsi vittima di un complotto teso a «distruggerla» insieme al suo sodale e collega di studio legale, responsabile Pd, Christian Mattioli Bertacchini, mentre il dimissionario Maurizio Torreggiani nell’antro della sua cucina continuerà a preparare le ricette per i suoi fedeli scudieri in Cna (Andrea Tosi) e in Camera di Commercio (Giorgio Vecchi).
E a proposito di cucina come dimenticare il miglior chef della via Lattea Massimo Bottura. Dopo aver cucinato per i big del mondo e sfamato i poveri del terzo (sempre lo stesso eh) mondo, Bottura pare voglia proporre a Muzzarelli una nuova mostra dopo il flop del suo e di Emilio Mazzoli, «Manichino» costato così, a caso, 550mila euro di soldi pubblici. Quei soldi che poi il Comune ha chiesto ai modenesi alzando del 25% il prezzo del bus grazie a una mossa del cavallo del sedicente «incompetente» presidente Seta Vanni Bulgarelli oggi spalleggiato dall’Amo di Andrea Burzacchini pescato a Friburgo pur di non accettare il pericolosissimo autocandidato Lorenzo Carapellese.
La mostra di Bottura, dicevamo. L’esposizione del secolo è in fase di definizione e pare si intitolerà così: «Il mito vivente di Massimo». Sarà ospitata ovviamente al Mata, il localino di proprietà dei finanziatori della campagna elettorale di Muzzarelli, che Muzzarelli stesso ha preso in affitto per sei anni. Non con soldi suoi eh, ma con quelli del Comune. Ovvio.

Giuseppe Leonelli

 

Parla Zironi: La strada dimenticata, la sp 568: “Intervengano le istituzioni prima di altre morti”

Ieri 20 maggio 2016 la strada che collega Crevalcore, Ravarino e Camposanto (Via Muzza) è stata teatro di un nuovo incidente con coinvolti mezzi pesanti e anche in questa occasione si è sfiorata per l’ennesima volta una tragedia.

“Questo tratto di strada  – spiega in una nota Daniele Zironi, capogruppo Lista Ravarino 5 Stelle – lungo circa 6 km è molto pericoloso, è rettilineo e stretto, in alcuni punti la larghezza della strada è circa 5,6 m, alcuni edifici si trovano a pochi metri dalla sede stradale e in troppi lo percorrono a folli velocità.

In questa situazione due mezzi pesanti che si incrociano, per non toccarsi, devono portarsi sul bordo della strada, e questo porta 3 o 4 mezzi all’anno ad uscire dalla sede stradale rovesciandosi, nel migliore dei casi.

Il risultato e’ quello come ieri, dove un mezzo pesante per una manovra imprecisata in concomitanza dell’arrivo di un trattore nell’altra corsia si e’ ribaltato causando il blocco della strada dal pomeriggio fino a tarda sera.

In passato la Provincia di Modena, in seguito alla realizzazione della tangenziale di Crevalcore, ha realizzato due importanti interventi, l’allargamento del tratto di via confine tra Via Morotorto e Via di Mezzo/Via Rugginenta e successivamente la rotatoria all’incrocio tra via Di Mezzo e la Strada Provinciale.

Purtroppo il tratto seguente che porta a Camposanto  – prosegue Zironi – non è stato oggetto di interventi se non la copertura di alcuni tratti del canale che fiancheggia la strada che da Stuffione in direzione nord, porta a Camposanto.

Strada dimenticataNegli ultimi anni il traffico, in particolare quello pesante è aumentato, anche a causa del ponte di Bomporto inagibileche porta ancora più mezzi su questo tratto di strada, se aggiungiamo poi che su questo tratto c’e lo svincolo di un area a destinazione industriale ferma da 30 anni (la famosa area Abrenunzio) e che attende di vedere il primo insediamento produttivo, che a sua volta porterà ad aumentare la percorrenza di mezzi pesanti, non ci capacitiamo perché le istituzioni non intervengano per allargare questa strada.

Ci aspettiamo – chiude il pentastellato – che la maggioranza che governa il nostro comune incalzi senza remore chi di dovere in quel che resta degli uffici provinciali prima di leggere sui giornali dell’ennesimo incidente o di una nuova vittima, purtroppo sui giornali si parla di valanghe di euro per la bretella Sassuolo-Campogalliano e per la Cispadana, per queste opere faraoniche e forse inutili i soldi ci sono, purtroppo le strade che servono alle nostre fabbriche cadono a pezzi e non si fanno progetti e nemmeno si trovano risorse. Il PD che governa i comuni che ci circondano, si rivela come sempre un partito che guarda agli interessi dei potenti del cemento e non agli interessi dei cittadini”.

Fonte: http://www.sulpanaro.net/2016/05/la-strada-dimenticata-la-sp-568-intervengano-le-istituzioni-morti/#