Da PrimaPagina – Modena «Argini Panaro, frane e incuria: Aipo agisca»

Modena 27.07.2015.

Il consigliere grillino Zironi ieri ha monitorato la situazione del fiume: un report inquietante.

«Oggi mi sono unito al gruppo che ha monitorato l’argine di Panaro che fiancheggia tutto il Comune di Ravarino. Una dozzina di persone circa divise in due squadre. Una è partita da Camposanto e l’altra da Bomporto. Al termine ci siamo trovati circa a metà a Solara».
Così il capogruppo grillino in Consiglio comunale a Ravarino, Daniele Zironi, riporta la sua escursione di ieri sugli argini del Panaro.
«Probabilmente Aipo o chi per lei ha fatto la sfalciatura in due tempi e non ci si è sincronizzati proprio bene – afferma Zironi  -. Anche la squadra partita da Camposanto ha lamentato la troppa vegetazione per fare un monitoraggio. Di tane non ne abbiamo viste anche perchè non è la stagione. Le tane vengono fatte in inverno. Solo di una o due si immagina l’esistenza sotto la boscaglia dentro al letto del fiume per il forte odore che rilasciano le volpi. Quello che mi ha impressionato è la vegetazione all’interno del letto del fiume. Praticamente io l’acqua del Panaro non l’ho vista se non in piccolissimi tratti perchè alberi e boscaglia ricoprono tutto fino all’acqua».
«Quello che invece abbiamo rilevato sono due frane abbastanza vicine tra loro ossia il cedimento di una parte di argine interno, eroso dalle piene. Un po’ prima venendo da Bomporto e a ridosso dell’agriturismo La Corte. Erano già note. Se non verranno sistemate l’abbattimento di volpi e nutrie viene vanificato – continua il capogruppo grillino -. Mi auspico che l’amministrazioni solleciti Aipo a riguardo.  Dal 2009 ad oggi il numero medio di piene è passato da circa 1,5 a 6/7 all’anno. Solo questo dato dovrebbe essere sufficiente a far capire che Aipo si deve muovere. Se poi pensiamo, dati dal sito Arpa, che 10 millimetri di acqua caduti in montagna fanno innalzare il fiume sotto al ponte di Bomporto di un metro e che sono sempre meno rare bombe d’acqua anche di 200 o 300 millimetri, la situazione diventa allarmante».
«Infine – chiude Zironi – aggiungiamo che i terreni sono sempre meno drenanti per le cementificazioni e che ormai non c’è più il contadino che controlla il fiume che ora è lasciato a sè stesso (e se non ci pensa più il contadino a controllare il suo fiume adesso ci deve pensare la politica), non abbiamo più alternative e non abbiamo più tempo da aspettare per la messa in sicurezza degli argini».

Fonte Prima Pagina del 27.07.2015: http://www.lanuovaprimapagina.it/news/modena/11906/-Argini-Panaro–frane-e.html

Articolo prima pagina 27 07 2015 su Argini Panaro

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