L’estate a Modena, tra scandali e appalti strani col PD sempre protagonista!

La promozione di Errani e la certificazione del potere di oscurare di Trc.

FONTE: http://www.lanuovaprimapagina.it/news/home/15714/da-aec-a-cna-3-mesi-di-scandali.html

Riportiamo l’articolo uscito oggi 4 settembre 2016 su La NUOVA PRIMA PAGINA che traccia un bilancio e un resoconto di quanto successo a Modena mentre i modenesi erano in ferie.

«Con la fine del mese è terminata l’estate meteorologica, che per convenzione va dal primo giugno al 31 agosto, sfasata con la stagione astronomica» – scriveva ieri un precisissimo Luca Lombroso. E allora con l’estate finita e prima dell’angosciante e incredibile «ricominciare» autunnale sono doverosi i bilanci di fine stagione. Come i saldi. Sempre di fine. Di ‘svendo’ tutto. Un’estate cominciata con l’inchiesta cemento farlocco a Finale Emilia che ha gettato l’ennesima ombra del malaffare sulla ricostruzione post-sisma, continuata con le dimissioni di re sole Torreggiani un po’ da tutto (Cna, Camera di Commercio, Unioncamere, amministratore condominiale…) e proseguita con la gioiosa promozione del vice-per caso Giorgio Vecchi a presidente camerale. Un’estate segnata dal (sempre tardivo) tracollo del Pd locale alle elezioni amministrative coi Comuni modenesi passati a un incredulo (e impreparato) centrodestra e dalla festosa stangata del 25% sul biglietto del bus. Un’estate un po’ così. Alla come viene viene. Alla purchè passi. Che poi i modenesi – sempre accuditi dall’onnipresente sindaco Giancarlo Muzzarelli – si sono dovuti sorbire anche lo scandalo dei giornalisti emiliani pagati dalla Regione per magnificare l’Emilia e – di conseguenza – le prodezze della giunta guidata da Stefano Bonaccini e dell’assessore alla legalità Massimo Mezzetti, la polemica sui molteplici incarichi pubblici della numero due di Libera Enza Rando, inchiesta per la quale il nostro simpatico giornaletto è stato accusato di essere «filomafioso» (e, non essendo arrivate scuse, domani presenterò querela per diffamazione nei confronti del senatore Pd Stefano Vaccari e del referente provinciale di Libera Maurizio Piccinini), e la prosopopea assurda sul modello emiliano di ricostruzione post-sisma per giustificare la nomina renziana del capo corrente bersaniano Vasco Errani a commissario per la ricostruzione in Centro Italia.
Non solo. Hanno dovuto, i modenesi, accettare il perpetuarsi del sistema Pd-coop con le cooperative di costruzione (a partire dalla Ccc) protagoniste della «ricostruzione» e con la Aec del cemento-farlocco (col presidente Zaccarelli che ha lasciato a suo zio Zaccarelli e con revisore la moglie del sindaco Muzzarelli, Alessandra Pederzoli) pronta a ricostruire un ponte crollato a causa del sisma a Bomporto per la Provincia di Modena guidata sempre da Muzzarelli. Con la Trc retta dal presidente Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini che continua a oscurare chi permise a Esselunga di insediarsi a Soliera (lo ha confermato il parlamentare Pd Davide Baruffi, a differenza del presidente della Fondazione Cassa di Carpi Giuseppe Schena che ha preferito coraggiosamente tacere, non si sa mai), ma che, Trc, si definisce comunque «plurale».
Un’estate un po’ così, dicevamo. Che con l’autunno si ricomincia pieni di entusiasmo. Anche senza un pezzo.
E i protagonisti saranno ovviamente sempre gli stessi. Il sindaco Muzzarelli che pare raddoppierà le sue presenze dando la disponibilità a presenziare anche a battesimi e prime comunioni su prenotazione, il presidente della Regione Bonaccini che continuerà a sostenere che chi critica il «suo» ‘Matte’ Renzi (fino a due anni fa era il «suo» ‘Pirgigetto’ Bersani, ma poco importa) è «accecato dall’odio politico» e maniacalmente «grillino». Perchè il «suo» Pd è fatto di «genteperbene» e se si perde alle elezioni non si perde mai: al massimo «non si vince». E i grillini? Loro per non sapere nè leggere nè scrivere (letteralmente) guarderanno alla loro romana Raggi sperando che fallisca. Che la soddisfazione dell’invidia val bene un Messa.
Legacoop anche in autunno continuerà a magnificare il Pd, la Regione ed Errani (che per la ricostruzione qualche azienda dovrà pur lavorare) come magnificò del resto pochi anni fa Daniele Sitta e Alleanza 3.0 di Turrini continuerà a lavorare per impedire a Esselunga di conquistare la nostra provincia (vedi la nuova Coop nella Vignola di Emilio Sabattini che nascerà proprio dove il Comune disse «no» a Caprotti e il potenziamento della Coop di fianco all’area Esselunga dell’ex Consorzio a Modena) utilizzando la sua Trc (tv che, esclusa la Tv Qui del leader di Forza Italia Gianpiero Samorì, detiene di fatto il monopolio a Modena) a quest’unico fine.
L’avvocato di Libera, plurincaricata da Comuni, Provincia e Regione, Enza Rando continuerà a professarsi vittima di un complotto teso a «distruggerla» insieme al suo sodale e collega di studio legale, responsabile Pd, Christian Mattioli Bertacchini, mentre il dimissionario Maurizio Torreggiani nell’antro della sua cucina continuerà a preparare le ricette per i suoi fedeli scudieri in Cna (Andrea Tosi) e in Camera di Commercio (Giorgio Vecchi).
E a proposito di cucina come dimenticare il miglior chef della via Lattea Massimo Bottura. Dopo aver cucinato per i big del mondo e sfamato i poveri del terzo (sempre lo stesso eh) mondo, Bottura pare voglia proporre a Muzzarelli una nuova mostra dopo il flop del suo e di Emilio Mazzoli, «Manichino» costato così, a caso, 550mila euro di soldi pubblici. Quei soldi che poi il Comune ha chiesto ai modenesi alzando del 25% il prezzo del bus grazie a una mossa del cavallo del sedicente «incompetente» presidente Seta Vanni Bulgarelli oggi spalleggiato dall’Amo di Andrea Burzacchini pescato a Friburgo pur di non accettare il pericolosissimo autocandidato Lorenzo Carapellese.
La mostra di Bottura, dicevamo. L’esposizione del secolo è in fase di definizione e pare si intitolerà così: «Il mito vivente di Massimo». Sarà ospitata ovviamente al Mata, il localino di proprietà dei finanziatori della campagna elettorale di Muzzarelli, che Muzzarelli stesso ha preso in affitto per sei anni. Non con soldi suoi eh, ma con quelli del Comune. Ovvio.

Giuseppe Leonelli

 

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