SMOG. A MODENA ARIA PESSIMA MA M5S HA UN PIANO

Piano antismog priorità nazionale e locale M5S

“Mentre la Germania si scandalizza per i test sui gas di scarico delle auto testati sulle persone, i cittadini della provincia di Modena, a loro insaputa, potrebbero essere già pronti per i test . Lo diciamo con ironica amarezza, il policlinico universitario di Modena se volesse potrebbe avere a disposizione per i test tutti i cittadini di Modena e provincia che nel 2017 sono stati sottoposti a 83 giorni di sforamenti dei limiti di PM10 e 158 giorni di sforamenti dei livelli di ozono. In tutto ciò a Modena si continua a nascondere le polveri fini sotto al tappeto: ci si è infatti inventati un sistema di monitoraggio che evita di far scattare i provvedimenti così nonostante siano ben 8 gli sforamenti degli ultimi 10 giorni non è ancora scattato un provvedimento emergenziale. Si vuole evitare così di informare i cittadini, soprattutto in campagna elettorale”. A parlare sono i candidati M5S della provincia di Modena che commentano così i dati del Rapporto Mal’Aria 2018 di Legambiente in cui la provincia di Modena risulta tra le più inquinate in Italia e in assoluto la più inquinata dell’Emilia Romagna. “Sappiamo tra l’altro- aggiungono i candidati- che il Policlinico di Modena è già in allerta sul problema dell’impatto dell’inquinamento dell’aria sulla salute e ha già organizzato in passato convegni con esperti mondiali sul tema della malattie croniche dell’apparato respiratorio perché i dati sanitari di Modena già qualche anno fa erano effettivamente allarmanti: su circa 600.000 persone in tutta Italia che soffrono di malattie dell’apparato respiratorio sembrerebbe che 60.000 siano concentrate nella sola provincia di Modena”.

“Oltre al primario problema della salute dei cittadini, l’inquinamento si traduce anche in un problema economico –spiegano i candidati- non solo per il costo delle cure sanitarie ma anche per via delle multe comunitarie che presto arriveranno perché il nostro Paese non sta rispettando i limiti di inquinamento e non sta programmando un serio piano per il miglioramento della qualità dell’aria. Il Movimento 5 Stelle –ricordano i pentastellati- nell’ultima legge di bilancio aveva presentato un articolato pacchetto di emendamenti, tutti bocciati dal PD e dalla maggioranza, che sono diventati la base del nostro programma per il risanamento dell’aria, soluzioni concrete che guardano non al prossimo anno, ma ai prossimi decenni. Le domeniche ecologiche e lo stop alle auto non bastano più ma serve un’azione politica organica e strutturata: proponiamo misure per investire nelle energie rinnovabili, sviluppare il verde e la riforestazione urbana, potenziare i controlli, il monitoraggio e la ricerca ambientale, investire su mobilita’ sostenibile e condivisa, incrementare la flotta dei veicoli elettrici per il trasporto pubblico urbano, bloccare la costruzione di nuovi impianti inquinanti. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, non possiamo ignorare infatti che oltre oltre ai gas di scarico dei veicoli ci sono ovviamente tante altre fonti di inquinamento dell’aria e, tra queste, un posto di rilevo spetta purtroppo agli impianti industriali di incenerimento dei rifiuti”.

“I no ingiustificati del PD che ci hanno fatto più male sono stati quelli contro i 20 milioni di incentivi agli enti locali per promuovere il car sharing elettrico, o contro 150 milioni di euro per il rinnovo del parco dei bus passando dal sistema diesel a quello elettrico o contro l’istituzione di un fondo da 20 milioni di euro per la conversione ecologica dell’agricoltura, in particolare per il contrasto delle emissioni prodotte dallo spargimento di liquami e dall’uso fertilizzanti. La proposta poi che portiamo avanti da sempre –concludono- è quella di spostare le risorse pubbliche destinate alle grandi opere infrastrutturali inutili alla manutenzione e al miglioramento delle strade e delle ferrovie esistenti. Concretamente in provincia di Modena dovremmo partire proprio da qui: dal destinare le risorse pubbliche previste per la Bretella di Campogalliano-Sassuolo e quelle risparmiate trasformando il progetto della Cispadana in una superstrada ad investimenti utili a migliorare il trasporto merci locale con l’attivazione dello scalo merci di Marzaglia e al miglioramento delle ferrovie locali e in generale del trasporto pubblico, incentivando così i cittadini a lasciare l’auto a casa. Si tratta di misure che contemporaneamente fanno il bene della qualità dell’aria, della salute dei cittadini, della viabilità e in generale della qualità di vita del territorio”

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