S.P.1 SORBARESE: LUCI E OMBRE SUL NUOVO PONTE SUL PANARO

Sabato 11 Novembre 2017 verrà inaugurato ufficialmente alla presenza delle autorità il nuovo ponte sul fiume Panaro tra Bomporto e Ravarino che andrà a sostituire il vecchio ponte in funzione dal 1914 purtroppo danneggiato in modo irreparabile dal sisma del maggio 2012.Sono stati necessari quindi in totale 5 anni e mezzo per ripristinare la viabilità originaria, 5 anni e mezzo a senso unico alternato con divieto di transito agli automezzi con portata superiore a 35 Q.,5 anni e mezzo di lunghe code, con aumento dell’inquinamento negli orari di punta, dovute ai semafori che regolavano il senso unico alternato, 5 anni e mezzo di levataccia per gli studenti di Ravarino frequentanti la scuola media di Bomporto in quanto il pulmino che li trasportava doveva allungare il giro passando dal ponte di Camposanto, 5 anni e mezzo di consistenti costi aggiuntivi (decine di migliaia euro/anno) per aumentata percorrenza ed usura del pulmino di questi studenti. Ora l’opera è pronta e tutto questo disagio è finito. La comunità intera e anche i consiglieri del M5S con un po’ di mal di pancia possono finalmente ringraziare.
QUALCHE ANTEFATTO
Dopo il terremoto del maggio 2012 la Regione, con ordinanza commissariale n.90 del 14/12/2012 mise a disposizione 3.400.000 euro per il rifacimento del ponte sulla statale 1. Mercoledi 2 Ottobre 2013 presso il teatro di Bomporto gli ingegneri della Provincia di Modena, insieme al sindaco di Bomporto e a quello di Ravarino presentarono il progetto del nuovo ponte sul fiume Panaro. Sala gremita. In quella sede l’ingegner Manni coordinatore del progetto del ponte, dichiarò che l’opera sarebbe stata pronta nel 2015 e sarebbe costata appunto 3.400.000 euro. Un cittadino ( lo scrivente) chiese al termine della presentazione se fossero stati calcolati anche degli imprevisti che avrebbero potuto ritardare il tutto, ma la risposta dell’ing. Manni confermò ancora con sorprendente autorevolezza, che era tutto calcolato e che a meno di ritardi nella espletazione della gara d’appalto, i lavori sarebbero iniziati nel 2014 e sicuramente nel 2015 avremmo avuto il nuovo ponte. Probabilmente, a livello progettuale e a livello di calcolo costi, non si era tenuto conto fino in fondo del fenomeno della liquefazione delle sabbie del terreno sottostante all’area prevista per la posa dei piloni di sostegno del nuovo ponte. Questa problematica emerse in seguito ad ulteriori indagini geologiche ed aumento’ i tempi ed il costo del progetto di ulteriori 700.000 euro integrati con ordinanza commissariale nr. 14 del 24/02/2014. Non sono note le ragioni che hanno prodotto un ritardo di 14 mesi nell’approvazione del progetto preliminare che infatti viene confermato “con atto del presidente n. 94 del 16/04/2015” per un importo stimato complessivo di 4.100.000 euro. Quali altri problemi sono sopraggiunti?
Forse l’autorizzazione di AIPO che è arrivata 7 mesi dopo la richiesta? Problemi burocratici? Certamente il progetto preliminare non è stato un problema, era già pronto da tempo e lo testimonia una tesi di laurea cheha avuto come oggetto proprio la progettazione del ponte sulla strada provinciale 1 , anno accademico 2012-2013 presso l’Università di Firenze che aveva fra i relatori l’ ing. Alessandro Manni. Il Progetto definitivo comunque viene approvato dalla Provincia in Agosto 2015.
IL BANDO DI GARA
Il bando di gara viene finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15/04/2016, 8 mesi dopo l’approvazione %del progetto definitivo. Il 27 maggio 2016 iniziano le sedute per l’espletamento della gara. Le 4 imprese concorrenti rimaste dopo la prima selezione che ha scartato un concorrente per 6 minuti di ritardo e un altro per un plico aperto arrivato con corriere, sono tutte modenesi : AEC costruzioni srl di Modena, CMB i Carpi,Consorzio Stabile Modenese CSM di Modena, Idraulica F.lli Sala srl di Concordia s/Secchia. La
procedura di gara avrà il criterio dell’offerta economica più vantaggiosa. Chi otterrà il maggior punteggio sui 100 punti disponibili si aggiudicherà l’opera. Fino a 45 punti per chi realizzerà più metri di pista ciclabile accessoria, dal ponte alla frazione Casoni di Ravarino, fino a 15 punti a chi farà l’illuminazione più bella con richiesta di colori ed effetti scenici come vediamo ora passando di sera sul ponte, fino a 15 punti a chi farà la miglior mitigazione del cantiere, fino a 20 punti a chi farà l’offerta economicamente migliore in base al ribasso proposto e fino a 5 punti per la bontà dei parapetti esterni del ponte. La realizzazione della pista ciclabile chiesta dagli amministratori di Ravarino nelle fasi iniziali del progetto quindi è il pezzo forte e quel valore aggiunto in più per mettere una seria ipoteca da parte di ogni impresa all’aggiudicazione dell’appalto.
Peccato che AEC, la cui busta è stata aperta per prima, prenda zero punti sulla ciclabile per errori tecnici sul tracciato della pista. E così a seguire zero punti a tutte le altre 3 concorrenti sempre per errori tecnici sulla ciclabile a giudizio della commissione di gara. Curioso è il fatto che AEC e CSM da verbale, facciano lo stesso identico errore. Vince AEC per la miglior illuminazione (prende il punteggio max:15 punti) e mitigazione cantiere (prende il punteggio max:15 punti) a dispetto di CSM ad esempio che aveva fatto un ottimo ribasso di prezzo ( il doppio di AEC) e che avrebbe fatto risparmiare molto denaro alla collettività. La ciclabile miseramente azzerata e quindi sparita dal progetto, mette in imbarazzo la Provincia di Modena. Per questo motivo sempre l’ing Manni viene chiamato a relazionare direttamente sull’argomento ciclabile a tutto il consiglio comunale di Ravarino . In quella occasione l’ing. Manni dichiara che a causa di un errore tecnico commesso da tutte le imprese concorrenti era stato necessario togliere la ciclabile Ponte –Casoni dalla valutazione delle offerte . Un errore che viene definito unico e che in precedenza non era mai successo. Davanti a tutto il Consiglio Comunale di Ravarino l’ing. Manni promette però che la ciclabile Ponte – Casoni di Ravarino sarà realizzata utilizzando il sistema della variante d’opera e utilizzando il risparmio di gara, quindi spendendo tutto il denaro stanziato. Speriamo vivamente che questa ciclabile al termine dei lavori non colleghi solamente il ponte con il cartello “Casoni”, posto qualche decina di metri più in là, ma che effettivamente arrivi alla frazione.
Da controlli incrociati si notava che l‘impresa aggiudicataria AEC , che come è noto annovera tra i suoi revisori dei conti la moglie del Presidente della Provincia di Modena Sig. Muzzarelli , risultasse essere unodei 6 soci dell’altra società concorrente e  partecipante alla gara di aggiudicazione: CSM. Quindi AEC socia di CSM ed entrambe partecipanti alla gara, inoltre le due società avevano in comune uno stesso consigliere
di amministrazione. La stessa persona che poi si presenta per assistere alle sedute pubbliche di gara per conto di AEC.
Interpelliamo ANAC in merito a questi intrecci societari la quale ritiene opportuna la valutazione di questi elementi di criticità che solleviamo, inviandoli all’ufficio di vigilanza lavori. Insomma tanta nebbia in questo bando. Sappiamo tutti che AEC ha avuto problemi con la Procura per la vicenda del cemento depotenziato delle scuole “Frassoni” di Finale Emilia e per questo abbiamo richiesto via e-mail i risultati delle analisi sui campioni di calcestruzzo usato per la costruzione dei piloni, risultati che però ci sono stati negati. Ci sembrava una richiesta ragionevole. Siamo stati comunque rassicurati: tutto a posto! Sarebbe interessante poi sapere se sono previste penali per AEC per non avere apparentemente rispettato la condizione del bando relativamente ai termini per l’apertura alla circolazione stradale sul nuovo ponte fissati in 350 giorni
dopo la consegna lavori avvenuta il 12 Settembre 2016 come da cartello posto sul cantiere. Se i nostri conti non sono sbagliati sono 47 giorni di ritardo. Singolare e strana poi la coincidenza della decisione di interdire il transito sul vecchio ponte ai mezzi pesanti in maniera seria con dei new jersey, solo dopo il servizio d“Striscia la Notizia” a causa dei ponti crollati in giro per l’Italia. Durante i 4 anni precedenti gli appelli e le segnalazioni dei cittadini, che mettevano in evidenza il transito mezzi pesanti sul vecchio ponte in violazione del divieto, non hanno ottenuto lo stesso risultato.
E comunque…. tra ritardi che facciamo ancora fatica a comprendere, strane coincidenze e una gara d’appalto alquanto singolare, dopo 65 mesi dal terremoto finalmente sabato 11 Novembre 2017 ci sarà l’inaugurazione di questo sofferto e importante ponte alla presenza delle maggiori autorità del potere locale.
Perdonateci però se non ci vedrete alla cerimonia insieme ai VIP. Per noi va già bene così.
I consiglieri del M5S di Bomporto e Ravarino

Annunci

#MODENAINSICUREZZA – Raccolta Firme – Petizione

Lo scorso 5 agosto abbiamo raccolto le firme per una petizione da presentare in Regione per sbloccare i fondi destinati all’assunzione di forze dell’ordine.

Ecco il testo:

Al Sindaco di Ravarino

Al Comandante di Polizia Municipale

dell'Unione del Sorbara

OGGETTO: Comune di Ravarino, petizione degli abitanti per la richiesta di un intervento del Comune al fine di sopperire alle carenze di organico della polizia municipale.

I sottoscritti cittadini, firmatari della presente petizione, premesso che:

la Polizia Municipale rappresenta il primo e fondamentale collegamento tra il cittadino e le Forze dell’Ordine e che la Polizia stessa è alle dirette dipendenze dell’Amministrazione Comunale;

gli standard essenziali di Servizio dei Corpi di polizia locale, di cui al comma 7 dell’art. 14

della Legge regionale n. 24/2003 comma 4 bis, lettere A e B dettano le seguenti proporzioni:

a) comuni fino a 10.000 abitanti residenti: 0,80 addetti per 1.000 residenti; b) comuni da 10.001 a 20.000 abitanti residenti: 0,90 addetti per 1.000 residenti; c) comuni maggiori a 20.000 abitanti residenti: 1,00 addetti per 1.000 residenti; d) comuni capoluogo: 1,20 addetti per 1.000 residenti;

                                                                    CHIEDONO

di attivarsi presso la Regione Emilia Romagna, al fine di ricercare i fondi necessari anche utilizzando integralmente i risparmi derivanti dalle cessazioni dal servizio per gli anni 2016, 2017, 2018 e 2019 finalizzate alle assunzioni, in deroga alle previsioni dell'articolo 1, comma

228, primo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208” per prevedere procedure

concorsuali finalizzate all’assunzione di unità di Agenti di Polizia Municipale da

destinare al territorio nel rispetto degli standard essenziali di Servizio dei Corpi di

polizia locale, di cui al comma 7 dell’art. 14 della Legge regionale n. 24/2003 comma 4

bis, lettere A e B e considerando anche il nuovo e recente Decreto Legge sulla

Sicurezza Urbana che sblocca le assunzioni in ambito di Polizia

Municipale.

In attesa di Suo cortese riscontro scritto, inviamo cordiali saluti.

Ravarino non è cosi lontano da Nonantola…

Oggi è uscita l’ennesima denuncia sulle esalazioni che escono dall’impianto di smaltimento SARA-INALCA. Il sindaco di Ravarino cosa fa? Dovrebbe essere il primo responsabile per la salute dei propri cittadini…

«Ancora cattivi odori: chiudete la Sara Inalca»

Nonantola. Denuncia del comitato Ambiente è Salute: «Lunedì giornata infernale Le esalazioni putride si sono abbattute su 10 chilometri quadrati. Adesso basta»

«Il 2 gennaio, su tutto il territorio nonantolano, si sono abbattute potenti esalazioni putride maleodoranti (sul contenuto batterico o meno delle quali non abbiamo mai ricevuto ragguagli e o dati ufficiali) provenienti dalla Sara Inalca».
Torna all’attacco il comitato per la salute pubblica Ambiente è salute, dopo un lunedì da incubo a causa degli odori provenienti dallo stabilimento specializzato nel trattamento
rifiuti: «Il fenomeno si è manifestato, come al solito (e come da noi segnalato ormai da anni) – prosegue William Zoboli, referente del comitato – a partire dal tardo pomeriggio e ha raggiunto intensità impressionanti tra le 19,30 e le 20,30. Il potente putridume appiccicoso si è abbattuto sugli abitati e sulle campagne attigue all’azienda (cha ha sede in via Larga, ndr), in particolare sulla direttiva Nonantola-Ravarino-Crevalcore». Oltre al cattivo odore Zoboli riferisce anche di «nausee, bruciori agli occhi, difficoltà respiratorie
e senso di soffocamento. Il marciume è penetrato perfino nei piani bassi delle abitazioni, solitamente adibiti a garages e cantine, dotati di infissi meno performanti rispetto
ai locali domestici». Il tutto su un’are di circa «10 chilometri quadrati». Addirittura
«dopo 20 minuti di picco anche i vestiti di chi stava al loro all’interno e all’interno delle auto in transito hanno assorbito il putridume immesso in atmosfera
da Sara Ianalca. Abbiamo segnalato alle autorità competenti territoriali anche
le date del 23 e 29 dicembre 2016 potenti esalazioni che impediscono di fatto alle persone
di condurre una vita normale e decorosa». Il Comitato prosegue, poi, con un duro attacco nei confronti delle istituzioni: «Nonostante le nostre segnalazione puntuali nessuna autorità è intervenuta e l’azienda continua ad operare a proprio piacimento. Avete avuto – dice Zoboli alle istituzioni – tutto il tempo a disposizione, le informazioni, gli strumenti per intervenire e far valere la ragione, la Legge ed i Diritti dei Cittadini e non lo avete fatto e continuate a non volerlo fare. Ma c’è di più. Non avete fatto e non fate nulla per risolvere il problema, ma, come si è da poco appreso, siete voi stessi ad avere definitivamente avvallato e concesso il raddoppio dell’attività produttiva della Sara e l’ampliamento di alcune sue infrastrutture. Un’azienda che non è più tollerata da tutta la cittadinanza.
Ed è per questo che a nome e per conto delle ormai migliaia di cittadini che in tutti questi anni hanno fatto segnalazioni, presentato osservazioni, denunciato infrazioni, prodotto documentazioni, raccolto firme per appelli affermiamo che tutto ciò è scandaloso: una vergogna istituzionale». Zoboli, infine, chiede provvedimenti repentini: «Il blocco immediato della attività produttiva della Sara Inalca, il ritiro dell’autorizzazione Unica rilasciata dalla Provincia di Modena con determina del 3 ottobre 2014 e, nel rispetto della sentenza della Corte di Cassazione che afferma che il reato all’art. 674 del Codice penale è configurabile anche in presenza di “molestie olfattive”, il deferimento all’Autorità Giudiziaria, oltre al ritiro della recente concessione del raddoppio della sua capacità di trattamento e ampliamento». articolo-sara-inalca-04012017

Spazzatura ovunque a Ravarino: scarsa gestione e inciviltà.

Queste fotografie apparse sui social (fonte Gruppo FB – Sei di Ravarino se…) denunciano in modo evidente che a Ravarino esiste un problema “rifiuti”. Il porta a porta è stato implementato solo in alcune zone del comune e quindi probabilmente i cassonetti ancora presenti vengono riempiti a dismisura da chi non vuole fare il porta a porta. Probabilmente anche abitanti dei comuni limitrofi che vengono a riempire i cassonetti di Ravarino per lo stesso motivo. Poi forse esiste anche un problema di inciviltà che continua a pervadere tante persone che si disinteressano completamente dell’ambiente in cui vivono e del decoro del proprio paese. Forse non bastano le iniziative “una tantum” che portano i bambini a pulire i fossi di campagna ma servirebbe un’educazione all’ambiente e al rifiuto che parte dalle scuole e arriva fino alle famiglie. Il premio vinto dalle scuole primarie di Ravarino (clicca qui per la classifica) indetto da Geovest (clicca qui per la notizia) forse non è bastato, occorre fare altro.

PS: il M5S di Ravarino aveva portato in consiglio comunale la mozione che proponeva una collaborazione con le guardie GEV. Con poche centinaia di € avrebbe permesso un maggior controllo dell’ambiente e del territorio e anche un controllo/prevenzione sui rifiuti nei cassonetti. E’ quasi inutile sottolineare che la mozione venne bocciata dalla maggioranza…a voi l’ardua sentenza.

tassa-rifiuti

 

 

Euro, 15 anni fa l’entrata in vigore. Come sono cambiati i prezzi: caffè da 900 lire a 90 centesimi, pizza aumentata del 123%

Dal primo gennaio 2002 l’addio alla lira. Dai dati della Fondazione Nens, ecco com’è diminuito il nostro potere d’acquisto. Raddoppiato il costo dei quotidiani e del Big Mac, anche se l’aumento record spetta alla Margherita: da 6.500 lire a 7,5 euro. Cresciute ben più dell’inflazione, in generale, tutte le spese vive delle famiglie: dall’elettricità al gas alla benzina

CLICCA SULL’IMMAGINE PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

La TARI AUMENTA anche nel 2016: il M5S di Ravarino vota CONTRO!

…Ci dispiace nuovamente sottolineare che la percentuale di raccolta differenziata è ferma ormai da anni al 55%,quota lontanissima da quel 67%, percentuale minima a cui il nostro Comune dovrà arrivare non più tardi del 2020 per non rischiare eventuali sanzioni,che ancora sono in fase di normativa.Gli esempi virtuosi li abbiamo all’interno della stessa Unione del Sorbara, Nonantola,Comune che ha il nostro stesso gestore,nell’anno 2016 percepirà infatti una cifra pari a 142.000€ come contributo da investire per la riduzione della TARI.

Loro ci sono riusciti e noi siamo ancora qui a parlare dei nostri cassonetti dove dentro probabilmente troviamo anche i loro di rifiuti.

Queste sono le ragioni per cui il nostro voto non può essere che contrario.

CLICCA QUI PER CONOSCERE LE MOTIVAZIONI DEL NOSTRO VOTO: Dichiarazione voto tari 2016

Aumento TARI 2016